Medicina nucleare: nuove tecnologie e radiofarmaci per diagnosi più rapide e precise

Il dottor Francesco Scalone

La Medicina nucleare sta vivendo una fase di profonda evoluzione tecnologica, che l’I.R.C.C.S. Neuromed sta abbracciando con l’adozione di apparecchiature digitali di ultima generazione e l’introduzione di nuovi radiofarmaci. Immagini più nitide, tempi di esame più brevi e una minore esposizione per i pazienti: è un cambiamento che amplia le potenzialità diagnostiche in ambito oncologico, neurologico e cardiologico, rafforzando il ruolo di questa disciplina nella medicina di precisione.

Il passaggio dal sistema analogico a quello digitale ha permesso di ridurre sensibilmente le dosi di radiofarmaco somministrate, mantenendo una qualità di immagine superiore. “Oggi – spiega il dottor Francesco Scalone, Responsabile della Medicina nucleare del Neuromed – la dose assorbita da un’indagine PET Total Body è inferiore a quella di una TAC con mezzo di contrasto. Inoltre, i tempi di acquisizione si sono ridotti a poco più di dieci minuti, migliorando il comfort del paziente senza rinunciare alla precisione diagnostica”.

Questo salto tecnologico non si traduce solo in una migliore esperienza per il paziente, ma anche in una diagnostica più sensibile, capace di cogliere dettagli che in passato sfuggivano.

Un esempio concreto arriva dall’impiego del radiofarmaco PyLclari® (Fluoro-18 DCFPyL), tracciante PSMA di nuova generazione approvato da AIFA ed EMA per la diagnosi e la stadiazione del tumore alla prostata. “Si tratta – aggiunge Scalone – di un radiofarmaco con una biodistribuzione ottimale, capace di individuare lesioni di pochi millimetri e di riconoscere precocemente le recidive, anche quando il valore di PSA è ancora molto basso”. Una prospettiva importante, soprattutto considerando l’abbassamento dell’età di esordio di questa patologia, che oggi interessa sempre più spesso pazienti cinquantenni o sessantenni.

Le stesse tecnologie trovano applicazione anche in ambito neurologico, dove nuovi traccianti permettono di esplorare i processi cerebrali con un dettaglio inedito. Le PET con radiofarmaci per la beta-amiloide consentono di quantificare in vivo l’accumulo di questa proteina nel cervello, fornendo informazioni preziose per le strategie terapeutiche dei pazienti con Alzheimer e altre forme di demenza.

Tra le direzioni più promettenti, la Medicina nucleare guarda oggi alla teranostica, un approccio che unisce in un unico percorso la diagnosi e la terapia. È il nuovo orizzonte della Medicina nucleare, dove la stessa molecola che permette di vedere la malattia diventa anche lo strumento per trattarla in modo mirato, portando la radioattività esattamente dove serve. “È un concetto innovativo – spiega Scalone – che rappresenta il punto di incontro tra imaging e terapia. La stessa molecola che ci permette di vedere il tumore può diventare lo strumento per distruggerlo, rendendo il percorso clinico più diretto e personalizzato”.

Parallelamente all’innovazione tecnologica, l’Istituto di Pozzilli ha potenziato l’attività clinica, garantendo anche per il nuovo radiofarmaco PyLclari® l’erogazione della PET PSMA in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale. “Ridurre le liste d’attesa – conclude Scalone – è per noi un obiettivo prioritario: un esame diagnostico deve essere disponibile in tempi rapidi, perché da questo può dipendere l’efficacia della terapia”.

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