Riassunto
Un’apparecchiatura di ultima generazione rafforza ulteriormente l’infrastruttura diagnostica dell’I.R.C.C.S. di Pozzilli.
Nell’I.R.C.C.S. Neuromed entra in funzione SIGNA™ Premier XT 3T, una risonanza magnetica a 3 Tesla di ultima generazione, progettata per offrire immagini molto dettagliate e tempi di acquisizione più rapidi. L’apparecchiatura rafforza l’infrastruttura diagnostica dell’Istituto, con ricadute dirette sulla pratica clinica e sulle attività di ricerca.
La maggiore intensità del campo magnetico permette di ottenere sequenze ad alta definizione in numerosi ambiti specialistici. In Neurologia, questo si traduce in una visualizzazione più precisa delle strutture cerebrali e midollari, utile per la diagnosi e il monitoraggio di patologie come sclerosi multipla, malattia di Parkinson, epilessia, tumori cerebrali, oltre che per la valutazione degli esiti di ictus o traumi cranici. La maggiore sensibilità nel rilevare alterazioni della sostanza bianca e variazioni sottili nei tessuti consente valutazioni più accurate anche nelle fasi iniziali delle malattie neurodegenerative.
Nella Cardiologia, la qualità delle immagini facilita lo studio della funzionalità del muscolo cardiaco, della perfusione e della vitalità miocardica, contribuendo alla gestione di condizioni come cardiomiopatie, ischemie, miocarditi e malattie del pericardio. La rapidità delle acquisizioni aiuta inoltre a ridurre gli artefatti dovuti al movimento respiratorio e cardiaco.
Per l’ambito muscoloscheletrico, la risonanza ad alta risoluzione consente di identificare con maggiore nitidezza lesioni legamentose, meniscali e tendinee, condropatie, patologie infiammatorie e microfratture non sempre visibili con tecniche a più bassa intensità di campo. Questo supporta una valutazione più accurata sia in fase diagnostica sia nel follow-up degli interventi chirurgici.
In campo oncologico, l’elevata definizione delle immagini e la capacità di discriminare i tessuti molli sono cruciali per individuare lesioni neoplastiche in diversi distretti, delinearne i margini, valutarne l’estensione locale e monitorare l’efficacia dei trattamenti. Le applicazioni si estendono all’addome, alla pelvi, alla mammella e al sistema vascolare. Un ulteriore beneficio riguarda l’imaging addominale, in cui la riduzione dei tempi di apnea necessari durante alcune sequenze facilita l’esecuzione dell’esame nei pazienti fragili o con difficoltà respiratorie.
Il nuovo sistema integra metodi avanzati di ricostruzione basati sull’intelligenza artificiale, che migliorano il rapporto segnale-rumore e rendono più leggibili le immagini anche quando la collaborazione del paziente è limitata, come nel caso di tremore, dolore o difficoltà motorie. Le bobine di nuova generazione, più leggere e adattabili, contribuiscono a ridurre l’invasività della preparazione all’esame, mantenendo stabile la qualità delle acquisizioni.
L’investimento in questa tecnologia risponde alla necessità di offrire percorsi diagnostici sempre più accurati e a supporto della personalizzazione delle cure. Al tempo stesso, rappresenta un tassello importante per gli studi condotti al Neuromed nel campo delle neuroscienze, delle patologie cardiovascolari e dell’imaging quantitativo, aprendo la strada a protocolli di ricerca più avanzati.



