Probiotici di nuova generazione: anche il Neuromed nello studio su un batterio intestinale con effetti benefici sul metabolismo

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Massimo Federici

Uno studio internazionale pubblicato sulla rivista Gut ha identificato un batterio intestinale, Dysosmobacter welbionis, in grado di convertire il mio-inositolo presente negli alimenti in acido butirrico, una molecola nota per i suoi effetti benefici sulla salute metabolica ed epatica. Alla ricerca ha partecipato anche l’I.R.C.C.S. Neuromed, insieme al Cnr-Ispaam e all’Università di Roma Tor Vergata, nell’ambito di un’ampia collaborazione europea.

Il mio-inositolo è un composto naturalmente presente in alimenti di uso comune come frutta, legumi, cereali e frutta secca. La capacità di Dysosmobacter welbionis di trasformarlo direttamente in acido butirrico rappresenta un elemento di particolare interesse, perché questo acido grasso a corta catena svolge un ruolo importante nel metabolismo, nella funzione epatica e nei meccanismi di regolazione dell’infiammazione.

“La nostra ricerca – dice il professor Massimo Federici, Direttore del Dipartimento di Medicina dei sistemi dell’Università di Roma Tor Vergata e collaboratore del Neuromed – si inserisce in un filone che da anni studia il legame tra microbiota intestinale, metabolismo e salute dell’uomo, integrando una caratterizzazione clinica molto ampia con analisi avanzate dei microrganismi intestinali e dei loro prodotti metabolici. Comprendere come specifici batteri producano molecole biologicamente attive come il butirrato permette di collegare in modo più diretto la dieta, il microbiota e i processi che influenzano il rischio di malattie metaboliche e, più in generale, la salute dell’organismo”.

Lo studio si basa su una estesa analisi metagenomica che ha coinvolto oltre mille soggetti e ha permesso di collegare la presenza del batterio a un profilo di buona salute metabolica. La sua ridotta rappresentazione, al contrario, è risultata associata a condizioni come la steatosi epatica legata a disfunzione metabolica e a forme più avanzate di fibrosi del fegato. “Al momento – spiega Federici – sono in corso studi di rivalutazione a distanza di dieci anni dei soggetti già analiizati in cui saranno analizzati i rapporti tra disbiosi intestinale e sfera cognitiva”.

“Lo studio – sottolinea Antonio Dario Troise, coordinatore dello studio per il Cnr-Ispaam – si è concentrato sul potenziale ruolo protettivo di questo batterio intestinale per la salute del fegato: la sua assenza o ridotta rappresentazione nell’intestino sembra essere una caratteristica di soggetti affetti da steatosi epatica associata a disfunzione metabolica, o presentanti una fibrosi epatica avanzata; viceversa, la sua presenza è associata a un miglioramento di possibili disturbi metabolici”.

Un elemento di novità rilevante riguarda il meccanismo metabolico individuato. Dysosmobacter welbionis possiede infatti una via biochimica unica che consente di trasformare il mio-inositolo in acido butirrico, un passaggio che finora non era mai stato dimostrato in modo diretto.

“L’ampia analisi metagenomica compiuta ha permesso di valutare l’associazione del batterio con biomarcatori di rischio metabolico e di verificare come il batterio possieda una ‘via metabolica unica’ per convertire il mio-inositolo alimentare in acido butirrico, differenziandosi così da tutti gli altri commensali intestinali”, prosegue Andrea Scaloni, ricercatore del Cnr-Ispaam coinvolto nello studio. “Data la significativa presenza di questo batterio nell’intestino di soggetti sani e la sua costante associazione con la salute metabolica ed epatica dell’ospite, il batterio Dysosmobacter welbionis risulterebbe, quindi, emergere come un candidato ideale per lo sviluppo di probiotici di nuova generazione da usare in approcci terapeutici innovativi diretti al microbiota intestinale dell’uomo e volti a prevenire e/o gestire malattie metaboliche come il cosiddetto fegato grasso, l’obesità e il diabete di tipo 2”.

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Lee, C. H., Bui, T. P. N., Petitfils, C., Jian, C., Wong, G. C., Puel, A., … & Cani, P. D. (2026). Novel myo-inositol to butyrate fermentation pathway in the prevalent human gut species Dysosmobacter welbionis, a bacterium associated with improved metabolic and liver health. Gut.

DOI: https://doi.org/10.1136/gutjnl-2025-336617