Anche l’I.R.C.C.S. Neuromed partecipa alla Giornata Mondiale del Cervello (World Brain Day 2026) promossa dalla Società Italiana di Neurologia (SIN), che verrà celebrata il 22 luglio.
Per l’occasione, mercoledì sera la sede ospedaliera dell’Istituto di Pozzilli verrà illuminata di blu, colore simbolo dell’iniziativa che vuole sensibilizzare l’opinione pubblica mondiale sull’importanza della prevenzione, della cura e della salute del cervello.
Quest’anno Neuromed pone particolare attenzione al rapporto cervello – sonno. Il cervello, infatti, non ferma la propria attività durante il sonno. Anzi, quando dormiamo il nostro cervello attiva processi vitali per la sua salute come ad esempio riordinare i ricordi, decidendo cosa conservare e cosa buttare. Il sonno è indispensabile anche per “fare pulizia”, eliminando sostanze di scarto accumulate durante la giornata. Per questo una corretta “igiene del sonno” diventa fondamentale per preservare le funzioni del cervello e prevenire patologie, anche neurodegenerative come la malattia di Alzheimer, che studi recenti dimostrano essere collegate a un sonno di scarsa qualità.
“Una corretta informazione – spiega il professor Andrea Romigi, Responsabile del Centro di Medicina del Sonno dell’I.R.C.C.S. Neuromed, docente presso la Facoltà di Medicina dell’Università UniCamillus e Segretario regionale della Società Italiana di Neurologia – è fondamentale sia per riconoscere i disturbi del sonno sia, più in generale, per favorire la prevenzione delle malattie neurologiche. È importante imparare a riconoscere e correggere i principali fattori di rischio, come quelli vascolari, che possono favorire le malattie cerebrovascolari. Allo stesso tempo, alcuni disturbi del sonno possono rappresentare segnali molto precoci di malattie neurodegenerative. Un esempio è il disturbo comportamentale del sonno REM, caratterizzato da movimenti e comportamenti anomali durante il sonno, che può comparire anche cinque-dieci anni prima della malattia di Parkinson o di alcune forme di demenza. Oggi la ricerca è impegnata proprio nell’identificare i marcatori che permettono di individuare le persone più a rischio di sviluppare queste patologie. Lo stesso principio vale per malattie come la sclerosi multipla: riconoscere tempestivamente sintomi come un deficit di forza, la visione doppia o altri disturbi visivi consente di intervenire con terapie sempre più mirate, capaci di rallentare o bloccare la progressione della malattia”.
Il messaggio della giornata è che la salute del cervello si costruisce anche attraverso la prevenzione e la consapevolezza dei primi segnali di malattia, in un percorso che coinvolge sia i professionisti sanitari sia i cittadini. “L’idea – prosegue Romigi – è sensibilizzare tutti sul fatto che prendersi cura della salute del cervello significa investire nella qualità della vita futura”.



