Meno sale, più salute: al Neuromed l’impegno per la Settimana mondiale dedicata alla riduzione del consumo di sale

Questa è la Settimana Mondiale per la Riduzione del Consumo di Sale, iniziativa internazionale promossa dalla WASSH, la World Action on Salt, Sugar and Health, con l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione sull’importanza di ridurre gradualmente il consumo di sale fino ai 5 grammi al giorno raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Anche quest’anno la Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU), coordina la campagna in Italia, promuovendo una maggiore attenzione alle abitudini alimentari quotidiane e al ruolo che il sale ha nella salute cardiovascolare e metabolica. Un consumo eccessivo di sale è infatti associato all’aumento della pressione arteriosa, ma anche a danni che possono coinvolgere nel tempo cuore, cervello, reni e vasi sanguigni. Molti di questi effetti si sviluppano lentamente e senza sintomi evidenti, contribuendo ad aumentare il rischio di malattie cardiovascolari e cerebrovascolari.

“La riduzione del sale nell’alimentazione quotidiana rappresenta uno degli interventi più semplici ed efficaci per la prevenzione cardiovascolare. – dice Emilia Ruggiero, biologa nutrizionista dell’I.R.C.C.S. Neuromed e referente regionale SINU Molise-Puglia – Spesso il consumo eccessivo avviene senza che ce ne rendiamo conto, attraverso alimenti di uso comune come pane, prodotti pronti, salumi o formaggi. Imparare a leggere le etichette, preferire alimenti freschi e utilizzare spezie ed erbe aromatiche al posto del sale può aiutare a modificare gradualmente le abitudini senza rinunciare al gusto.”

Secondo i dati riportati dalla SINU, il consumo medio di sale nella popolazione resta ancora oggi circa doppio rispetto ai livelli massimi raccomandati dall’OMS. Per questo la campagna insiste su piccoli cambiamenti concreti nella vita quotidiana: scegliere prodotti meno salati, limitare gli alimenti trasformati e ridurre progressivamente il sale aggiunto in cucina e a tavola.

“L’obiettivo della Settimana mondiale non è proporre rinunce drastiche, ma favorire una maggiore consapevolezza alimentare. – dice Marialaura Bonaccio, ricercatrice dell’Unità di Epidemiologia e Prevenzione del Neuromed e membro del Consiglio direttivo della SINU – Anche riduzioni graduali possono avere effetti importanti sulla salute pubblica, soprattutto se accompagnate da una maggiore attenzione da parte dell’industria alimentare e da corrette informazioni rivolte alla popolazione.”

La riduzione del consumo di sale viene oggi considerata uno degli interventi nutrizionali con il miglior rapporto tra costi e benefici per la salute pubblica.

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