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Le nuove sfide dell’alimentazione: dalle etichette nutrizionali al livello di lavorazione degli alimenti

Gli alimenti sono caratterizzati non solo dalla composizione nutrizionale, ma anche dal grado di lavorazione a cui sono sottoposti. Quest’ultimo elemento risulta cruciale per conoscere il reale effetto del cibo sulla salute, e la sua indicazione sulle etichette aiuterebbe i consumatori a scegliere con maggiore consapevolezza.

A fare il punto sulle ultime novità scientifiche nel campo alimentare sarà proprio il convegno organizzato dalla sezione regionale Molise-Puglia della Società italiana di Nutrizione Umana (SINU) che martedì 21 marzo, dalle ore 9.00 alle 13.15, ha organizzato un incontro nella sede dell’IRCCS Neuromed a Pozzilli destinato ai professionisti della nutrizione.

La partecipazione al convegno è gratuita, si svolgerà in presenza e darà diritto a 4 crediti ECM per numerose figure professionali. L’obiettivo è offrire una panoramica esaustiva sui rapporti che intercorrono tra alimentazione e salute, ponendosi al di là di quello che gli esperti chiamano il ‘nutrient gate’ una sorta di gabbia concettuale che non permette di spingersi oltre.

I confini, in questo caso, sono quelli rappresentati da una scienza dell’alimentazione che si limita a guardare al cibo solo in termini di composizione nutrizionale, non considerando in maniera adeguata il fatto che la maggior parte dei cibi che portiamo oggi sulle nostre tavole sono per lo più il risultato di processi di lavorazione industriale più o meno articolati. Da questa considerazione un team di ricercatori brasiliani ha proposto la classificazione NOVA, un sistema che consente di valutare un alimento non sulla base delle caratteristiche nutrizionali, ma piuttosto in base al livello di trasformazione industriale a cui è stato sottoposto.

A fare come da contraltare al sistema NOVA, c’è il Nutri-Score, un sistema di etichettatura posto sul lato frontale delle confezioni alimentari, che invece valuta la qualità nutrizionale di un alimento (ad esempio in base al contenuto di grassi, sale, fibre, etc.), con una scala di cinque colori, che vanno dal verde (cibo più salutare) al rosso e a cui corrispondono le prime cinque lettere dell’alfabeto, A-B-C-D-E.  Due modi di guardare al cibo che potrebbero rivelarsi complementari ma che di fatto, in questo momento, sembrano in opposizione.

Il corso si propone quindi come un’occasione di confronto e dibattito su uno dei temi più interessanti nel panorama della scienza alimentare, e si avvarrà della presenza di esperti che operano da tempo a livello internazionale, con una lunga esperienza nel campo della ricerca in nutrizione, in ambito clinico ed epidemiologico.

L’appuntamento è in programma martedì 21 marzo, dalle ore 9.00 alle 13.15, nell’Auditorium Marc Verstraete del Parco Tecnologico IRCCS Neuromed di Pozzilli.

Per informazioni relative al corso e alle modalità di iscrizione è possibile visitare la pagina www.neuromed.it (sezione “didattica”), oppure contattare il referente regionale SINU Molise-Puglia, Dr.ssa Marialaura Bonaccio dell’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli (marialaura.bonaccio@moli-sani.org).

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